Ne ‘Lo Sviluppo su scala umana’ di Manfred Max-Neef, il potere è inteso come capacità di controllo e manipolazione esercitata da una persona o da un gruppo che possiede la forza, e viene contrapposto all’autorità, intesa come capacità di influenza esercitata da una persona o da un gruppo a cui si attribuisce legittimità sulla base di competenze e qualità riconosciute. Max-Neef si chiede se l’insufficiente miglioramento, nel tempo, nel soddisfacimento dei bisogni umani derivi dal fatto che il potere è stato via via detenuto dai gruppi sbagliati o se il problema sia piuttosto il concetto stesso di potere. Potrebbe davvero essere questo il caso? È giunto il momento di ripensare quel concetto?


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